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LO STATO CORROTTO

LO STATO CORROTTO

Consulenze esterne e spese per gli immobili, esempi di corruzione della pubblica amministrazione

C’è tanta corruzione nella pubblica amministrazione. Preoccupa anche il massiccio ricorso alle consulenze esterne. Allarmano le spese per gli immobili dei ministeri. Desta perplessità il nuovo sistema della riscossione dei tributi perché la neonata Spa entra in confusione di ruoli con l’Agenzia delle entrate. Infine per il rinnovo del contratto del pubblico impiego vengono rilevate alcune incerte coperture che potrebbero mettere a rischio la tenuta complessiva del sistema. Il presidente della Corte dei Conti Francesco Stinrini e il Procuratore generale Claudio De Rose non hanno avuto timori reverenziali nel denunciare alcuni mali della pubblica amministrazione italiana davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai ministri dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, delle Infrastrutture Di Pietro, e dei Trasporti, Bianchi. Era la giornata solenne dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile e in prima fila anche Gianni Letta con tanti parlamentari ed esponenti delle forze di polizia e della forze armate. Un’analisi approfondita di cosa cambiare e qualche suggerimento in materia legislativa. Era facile prevedere che il tasto sarebbe stato ancora quello della corruzione e della efficienza dell’apparato burocratico dello Stato.

“Basta con provvedimenti normativi estemporanei, ha detto Claudio De perché il fatto non sussisteRose prossimo alla pensione dopo 50 anni di attività pubblica, se non addirittura improvvisati, per di più inseriti in contesti inappropriati”. Il riferimento al cosiddetto comma Fuda sulle prescrizioni degli illeciti contabili inserito e poi cancellato con decreto legge nel maxi-emendamento alla Finanziaria “è stato evidente se il Governo e il Parlamento – ha proseguito – vogliono modificare le norme che regolano l’attività e le competenze della magistratura contabile” e vi si pervenga con disegni di legge organici supportati da un’adeguata analisi della realtà di fatto e di diritto su cui vanno ad incidere. Per evitare che si ripetano incidenti come quello del maxi-emendamento il Procuratore generale propone di ripristinare il parere preventivo della Corte dei Conti sui provvedimenti legislativi che la riguardano. Altro capitolo è la nascita nel 2006 della società “Riscossione Spa” che può determinare “confusione di ruolo” con l’Agenzia delle entrate, indebolendo il potere di vigilanza e controllo del ministero dell’Economia.

Allarmante è anche la situazione che si genera con i contratti d’affitto dei ministeri e di altri enti o amministrazioni pubbliche. Solo per l’uso indebito di mobili o immobili si registrano tra novembre 2005 e novembre 2006, 248 citazioni in giudizio con un incremento del 260 per cento sull’anno precedente. Un profilo patologico assumono le consulenze esterne, anche se non si può escludere che i limiti e i vincoli introdotti dalla Finanziaria Tremonti abbiano sortito un certo effetto. L’ampiezza della corruzione si coglie meglio nella relazione di Staderini quando osserva la “rilevanza numerica che hanno assunto i giudizi di responsabilità riguardanti fatti già oggetto di accertamenti da parte del giudice penale in materia di peculato, di appropriazione indebita, spesso connessi ad attività di verifica fiscale o di appalto di opere pubbliche o pubbliche forniture”. Non mancano poi i casi di corruzione in materia di conferimento di incarichi di studio e consulenza a soggetti estranei alla amministrazione, con gravi danni erariali. E contro i dipendenti infedeli le sanzioni sono inefficaci.

La vigente normativa di settore, frammentata tra leggi speciali e contratti collettivi, è causa di numerosissime questioni interpretative che consentono ai condannati per reati contro l’amministrazione di evitare le pene esclusive, mediante ricorsi fondati su errori formali delle amministrazioni stesse. La lunghezza poi dei procedimenti penali fa il resto. L’altra nota dolente è il costo del personale. Tutti pensano che gli “statali” sono pagati poco e male. In realtà dice Francesco Staderini che lascerà la Corte il 6 febbraio sostituito da Tullio Lazzaro, la spesa per il personale è tra quelle che incidono più fortemente sul bilancio pubblico. Nonostante questo per alcuni contratti collettivi la magistratura contabile ha riscontrato coperture finanziarie incerte e si dichiara a favore dell’introduzione di un tetto massimo allo stipendio degli amministratori delle società a Partecipazione statale.

L’Opinione, 02 Febbraio 2007